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Tour Europa 2019 recensioni/video/audio dei Knopfleriani presenti in trasferta.
30-10-2018, 04:41 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 29-04-2019 03:39 AM da Marcospeedyvg.)
Messaggio: #1
Music Tour Europa 2019 recensioni/video/audio dei Knopfleriani presenti in trasferta.
Questo è il posto dove recensire concerti in Europa (foto/video compresi) e dove raccontarci di incontri dei Knopfleriani più fortunati che hanno potuto seguire Mark all'estero.

Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri." C.Bukowski
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01-07-2019, 08:13 AM (Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-07-2019 08:18 AM da giorgiop.)
Messaggio: #2
RE: Tour Europa 2019 recensioni/video/audio dei Knopfleriani presenti in trasferta.
Buonasera a tutti!
Sabato 29 giugno ero a Lubiana per il concerto di Mark... che dire: non ho parole. Ho 47 anni e ascolto Dire Straits e Mark praticamente da sempre visto che lo ascoltava anche mio fratello maggiore; tra l'altro ci sono andato con mio figlio 17enne, anche lui alla fine entusiasta e positivamente impressionato da quello che aveva ascoltato. Ero in prima fila, fra me e Lui solo una transenna (mannaggia alle transenne). Per me è stato un pieno di emozioni positive che mi sto ancora gustando e vi auguro di poter seguire uno di questi suoi ultimi concerti perchè bisogna esserci e viverli, a raccontarli si rischia solo di essere superficiali e non compresi.
Vi allego alcune foto che ho scattato con una compatta prestata da un amico perchè avevo paura che non mi facessero entrare con la mia macchina semiprofessionale ed è stato meglio così, altrimenti avrei solo perso tempo a concentrarmi sulle foto e non sul concerto.

Ancora un saluto a tutti.
Giorgio


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08-07-2019, 01:30 AM
Messaggio: #3
RE: Tour Europa 2019 recensioni/video/audio dei Knopfleriani presenti in trasferta.
‘Lasciate che vi racconti una storia...’


‘Seduto insieme a lui una domenica sera – una piovosa domenica sera – il momento migliore in cui, con un amico al fianco, aprire il proprio cuore e dirsi tutto… ‘

Jane Austen, Mansfield Park


Con la prosa di Jane Austen corsa in mio soccorso posso cominciare la mia recensione, o meglio il mio racconto, di ieri sera. Impossibile trovare da solo le parole giuste a rendere giustizia e a descrivere propiamente cosa ho provato ieri sera. Innumerevoli parole si sono spese e si spenderanno su scalette, acustica, desideri e rimpianti. Ognuno ha i suoi, io i miei, ma non e’ di questo che voglio scrivervi. Quello che posso fare e ripercorrere per voi quello che per me, Mark ha voluto dirci. E lo faro’ usando le sue stesse parole, i suoi testi, perche’ ogni grande storia che si rispetti ha alla sua base una grande sceneggiatura. Oltre alla miglior colonna sonora.

Che non fosse un concerto come gli altri era chiaro. La solita scalpitante impazienza di vederlo salire sul palco, rossa in pugno, conviveva questa volta con quella malinconia che solo un addio all’orizzonte puo’ portare. Quella malinconia tipica della domenica, giorno di festa, che pero’ prima o poi deve finire. Prendo posto sotto al palco. Sempre piu’ felice e convinto della mia scelta di assistere a un solo concerto, ma davanti a tutti. Se ultimo concerto deve essere, che ultimo concerto sia. Ma non ho nessuna intenzione di condividere Mark con nessuno. Questa sera saremo io e lui. Le sue storie con i loro personaggi, le loro comparse, a tenerci compagnia. Le luci si spengono e sul palco ecco apparire i suoi alfieri. Alcuni al suo fianco fin dai tempi in cui ‘eravamo diventati qualcosa di troppo grande’, altri con lui dagli esordi da solista. Da quella scelta coraggiosa di scegliere se stesso a scapito di tutto e tutti. I fedelissimi e i nuovi arrivati. Anche la sua band racconta una storia. La sua storia.
Ed e’ proprio la sua storia che Mark ha voluto raccontarci. Quale modo migliore di salutarsi se non quello di ricordare tutto quello che e’ stato? E credo, o meglio mi piace credere, che la scelta delle canzoni avesse proprio lo scopo di accompagnarci lungo questo percorso. Comprendo chi a un certo punto, dalle retrovie, ha urlato con un filo di frustazione ‘Sultans of swing!’. Ma chi si aspettava un Best of, Mark non lo conosce, o forse ostinato continua a non volerlo capire.

E ogni storia che si rispetti deve cominciare dal principio per poi procedere e farsi strada attraverso il tempo. Senza seguire il filo discografico – che banalita’ - ma ripercorrendo un percorso di vita. Partendo da quegli inizi intrisi di difficolta’, quei tempi duri (dire straits per gli anglofoni) che hanno accompagnato i quattro di Deptford. Situazioni di vita difficili come quelle di chi, durante il secolo scorso, ha dovuto lasciarsi l’Inghilterra alle spalle per cercare fortuna altrove. O quei veterani che, dopo aver messo corpo e anima in prima linea per la Nazione, si trova in edifici fatiscenti alle porte di Londra. Magari nel West End..

‘Non avevamo di che sopravvivere
Una tribu nomade, viaggiatori
Mi manca il mio Tyne...’


Why aye man


‘Non fai troppe domande
Quando in banca non hai niente.’


Corned beef city

‘ Dire che non hai visto niente non ti aiutera’
Verrai colpito anche se non fai niente...’


Once upon a time in the west


Ma grandi avventure possono cominciare anche dalla piu’ desolata periferia di Londra. Anche se all’inizio puo’ non sembrare cosi’.Dove nemmeno rimanere in silenzio ti potra’ aiutare. Perche’ non sai cosa un nuovo giorno, una nuova alba, potra’ portarti. Perche’ dalle periferie di Londra in diversi sono partiti all’avventura, finendo per lasciare il proprio segno nel mondo. Attraverso la musica o tracciando confini che rimangono immutati da secoli.

‘ Sali in coperta e assapora il sole
Una nuova alba e’ alle porte
Un altro giorno e capiremo
Perche’ le tue stelle ci hanno condotto fin qui.’

Sailing to Philadelphia


Charles Mason, nato con un futuro da garzone cucito addosso, che decide di evadere la gabbia in cui il destino lo ha imprigionato per seguire e studiare le sue stelle. Se c’e’ qualcosa che accomuna i grandi e’ proprio la determinazione di seguire i propri sogni. Non importa il punto di partenza o le opinioni altrui.

‘ E chi ti credi di essere
Mentre sali sul quel furgone
Con quella vecchia borsa e la tua chitarra..’


Matchstick Man


Matchstick Man e’ stata per me la sorpresa. Una canzone piuttosto anonima all’interno di quel capolavoro che e’ Down the road wherever, resa intima – quasi struggente – dal vivo. Un ricordo vero trasformato in canzone.

Ma e’ tempo che alla storia, finora popolata da personaggi abitanti del passato, si aggiungano i compagni attuali. La cornice alla sua voce e sua chitarra. Tutti insieme. Nemmeno chi e’ di solito relegato dietro alla batteria sara’ da solo. Questa la suoniamo tutti insieme. Perche’ Done with Bonaparte e’ stare insieme, combattere insieme, e la perfetta occasione per – citando lo stesso Mark - per la band di ‘mettersi in mostra’. Non che ce ne fosse bisogno. Penso e spero che la Postcards from Paraguay di quest’anno abbia convinto anche i piu’ scettici. Ma nuovi personaggi vanno prima introdotti al lettore. Uno ad uno. Mi ha fatto un po’ impressione realizzare da quanti anni certe persone sono al fianco di Mark. Un paio di non-original Dire Straits e qualche 96ers.


Abbiamo un direttore d’orchestra, improvvisato solista, e l’orchestra. E’ tempo che il pubblico venga invitato alla festa. E l’ultima parte della scaletta e’ tutta per chi, nonostante i capelli sempre piu’ grigi, ha seguito Mark in lungo e in largo. Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, io ho conosciuto con Sailing to Philadelphia. Il mio legame con l’epoca Dire Straits e’ piu’ debole. Ma mi e’ bastato vedere le facce di chi avevo intorno a me, durante On every street e Your latest trick. Nostalgia del passato, nostaglia di avventure e aneddoti vissuti ai suoi concerti negli anni ‘80 e ‘90. Perche’ se e’ vero che Mark sta raccontando la sua storia, altrettanto vero e’ che ognuno di noi ha una sua storia. E sentire quelle canzoni riporta alla mente di ciascuno ricordi di viaggi, di amici e amori, il ricordo di qualcuno che magari non c’e’ piu’. Il regalo finale ai fan e’ una Money for nothing potentissima. Con Mark e la sua Gibson che aspettano nell’ombra mentre Guy si occupa dell’intro e di far capire a tutti quanti cosa sta succedendo.

Ma come detto ogni domenica deve prima o poi giungere al termine. Tutti sotto al palco. Chi con i telefonini per immortalare il momento, chi con i fazzoletti per asciugare sudore e lacrime. Gia’ versate in precedenza dal sottoscritto. Siamo ai saluti.

‘Abbiamo guardato i fuochi insieme
Condiviso gli alloggi per un po’
Camminato lungo le stesse polverose strade
Percorso cosi’ tante miglia’


Piper to the End


E se e’ vero che Mark ci sta salutando e’ anche vero che ‘fare musica mi piace troppo per smettere’. Perche’ si e’ musicisti fino all fine. Perche’…


‘ Se non ci saranno cornamuse in Paradiso
Io me ne andro’ giu’ di sotto...’


Piper to the End

Tempo di andare a casa. Sulle note di Going home, suonata con la Gibson. Perche’ se la scelta di questa canzone come chiusura della storia era ovvia (ma perfetta), suonarla con la Les Paul ha rappresentato per me un’ultima sorpresa.

Da questa mattina vivo in un mondo senza piu’ concerti di Mark Knoplfer. Inngabile che faccia strano. Sotto sotto spero si smentisca e ci regali altre emozioni in futuro. Ma anche non fosse cosi’, anche non dovessimo piu’ incontrarci down the road wherever, rimane la consapevolezza che lungo quella strada non saremo soli. Avremo al nostro fianco le nostre canzoni preferite e i nostri personaggi preferite. Per quanto mi riguarda saro’ lontanto su qualche veliero insieme a Charles e Jeremiah. Lasciate un messaggio al Porco doveste cercarmi.


Nicola


...One humanity....one JUSTICE!!
-Mark Knopfler-

If there is no MK in heaven..I'll be going down below
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