Ieri in macchina ascoltavo, dopo forse quasi un anno, On The Night. Non chiedetemi perchè l'abbia mandato in letargo per così tanto tempo ma insomma...
Forse è un'impressione, non lo so, ma ascoltando la memorabile e immensa versione live di Romeo and Juliet (scritta per intero per rispetto) l'unico sentimento che mi colpisce...è malinconia. Sembra l'ultimo saluto che il gruppo fa ai suoi fan, sembra che tutto sia chiaro e sembra che quella canzone rappresenti il succo di quel gruppo magnifico che furono i Dire Straits, partiti da un nome così e giunti ad un boato di 40000 persone prima che l'assolo di sax inondi lo stadio. E' struggente l'assolo.
Vorrei confrontarmi con voi da questo punto di vista.
E vorrei aggiungere la struggente versione di Brothers In Arms (ancora rispetto) con quella chitarra di Mark che sembra piangere e salutare, o meglio mettere fine a ciò che di straordinario era stato fatto.
E' assolutamente probabile che io stia vaneggiando, però...io sento questo, lo sentivo prima di conoscere la loro storia e prima di entrare in questo gruppo di amici :rosa:.
No, non credo che tu stia vagheggiando anche io ho quell'impressione e l'ho fatto presente anche in
questa discussione in cui appunto dico che anche la voce di Mark sembra dire "addio" ai Dire Straits (scioglimento)...ma in fondo non è mica sbagliata questa sensazione...quello era il concerto che concludeva un po tutto l'OES Tour (anche se la scaletta era decisamente inferiore in confronto ad altri concerti) :okok:
NoName Ha scritto:ma ascoltando la memorabile e immensa versione live di Romeo and Juliet... Sembra l'ultimo saluto che il gruppo fa ai suoi fan...
Ricordo bene il giorno in cui acquistai OTN. Avevo 16 anni. Andai con il mio Aprilia Amico nel negozietto di via Eligio Porcu. Con 35.000 Lire mi portai a casa il mitico concerto. La Confezione era predisposta per alloggiare al suo interno anche il singolo Encores.
Ascoltando R&J la mia impressione fu la stessa che hai descritto tu...
Col senno di poi però mi sono reso conto che il vero addio dei DS fu quello fatto a Sidney nel '86:okok:
Maroretto Ha scritto:via Eligio Porcu
Bellissimo il nome della via :okok:
:roll2:
Maroretto Ha scritto:mi sono reso conto che il vero addio dei DS fu quello fatto a Sidney nel '86
Cosa intendi Maro? Cioè se la matematica non è un'opinione i dIRE si sono sciolti ufficialmente nel 1995...dunque avevano ancora otto anni abbondanti per rockkeggiare che senso ha fare l'addio otto anni prima...è vero...forse il periodo migliore della band è stato dalla loro formazione a circa il 1988 (intendo come anni d'oro non che i successivi siano brutti per carità

...però a differenza di OTN questa sensazione è troppo frettolosa (a mio giudizio).
Chiariscimi, forse sono io che non ho capito :okok:
intenede dire forse che dopo il 1986 i dire straits si sono visti solo al mandela day e in un certo senso mark aveva ampiamente deciso di cambiare strada...il tour del 92 fu solo un doveroso commiato verso i milioni di fans sparsi nel globo terrestre.....musicalmente fu un tour perfetto ma con molta meno spontaneità dei precedenti
andrea80 Ha scritto:intenede dire forse che dopo il 1986 i dire straits si sono visti solo al mandela day e in un certo senso mark aveva ampiamente deciso di cambiare strada...il tour del 92 fu solo un doveroso commiato verso i milioni di fans sparsi nel globo terrestre.....musicalmente fu un tour perfetto ma con molta meno spontaneità dei precedenti
Preciso preciso:okok:...:roll2:
Hai ragione Andrea...non avevo considerato il Mandela Day:okok:
andrea80 Ha scritto:intenede dire forse che dopo il 1986 i dire straits si sono visti solo al mandela day e in un certo senso mark aveva ampiamente deciso di cambiare strada...il tour del 92 fu solo un doveroso commiato verso i milioni di fans sparsi nel globo terrestre.....musicalmente fu un tour perfetto ma con molta meno spontaneità dei precedenti
chissa che giro di affari c'era dientro a quel tour
Ogni volta che vedo un concerto dell OES mi sembra di vedere un Mark differente; sorriso stentato, poca grinta nella voce e cose varie. Sembra come se sia stato costretto a tutte quelle date in giro per il mondo.
(01-12-2008 10:58 PM)NoName Ha scritto: [ -> ]Ieri in macchina ascoltavo, dopo forse quasi un anno, On The Night. Non chiedetemi perchè l'abbia mandato in letargo per così tanto tempo ma insomma...
Forse è un'impressione, non lo so, ma ascoltando la memorabile e immensa versione live di Romeo and Juliet (scritta per intero per rispetto) l'unico sentimento che mi colpisce...è malinconia. Sembra l'ultimo saluto che il gruppo fa ai suoi fan, sembra che tutto sia chiaro e sembra che quella canzone rappresenti il succo di quel gruppo magnifico che furono i Dire Straits, partiti da un nome così e giunti ad un boato di 40000 persone prima che l'assolo di sax inondi lo stadio. E' struggente l'assolo.
Vorrei confrontarmi con voi da questo punto di vista.
E vorrei aggiungere la struggente versione di Brothers In Arms (ancora rispetto) con quella chitarra di Mark che sembra piangere e salutare, o meglio mettere fine a ciò che di straordinario era stato fatto.
E' assolutamente probabile che io stia vaneggiando, però...io sento questo, lo sentivo prima di conoscere la loro storia e prima di entrare in questo gruppo di amici :rosa:.
Quell'assolo fa paura...che brividi...anche l'assolo finale di 10 secondi nella canzone solid rock...non presente nel cd...ma solo nel DVD....a proposito di ciò qualcuno mi può dare la foto della copertina del DVD ON THE NIGHT??
grazie

In effetti Maroretto non ha per niente torto. Anch'io sentii il tour del 1986, purtroppo non dal vivo, con molta gioia nelle corde di Mark e quello del 1992 (dal vivo), invece, con molta più malinconia. E' anche vero che nel frattempo il Maestro era maturato ancora un bel po' e si era fatto diverse esperienze molto diverse dai DS tra l'86 e il '92. Nel '92 vidi il conerto di Milano praticamente sotto al palco, ero il primo di fronte a Mark e anche se mi spiaccicavano alla transenna, non mollavo un centimetro e arrivavo quasi a toccarlo. Mark, effettivamente, sembrava voler salutare il pubblico dei DS. Nel '92 andai anche al concerto di Cava dei Tirreni che, però, fu abbastanza diverso perché si scatenò un temporale e un fulmine colpì il palco. Credo sia stato un concerto a suo modo unico. I DS entrarono quando ormai in pochi ci credevano, ma quel pubblico completamente inzuppato, li accolse con un entusiasmo che forse non si aspettavano e suonarono come se avessero lasciato da parte la malinconia e avessero solo timore che si scatenasse di nuovo l'inferno di acqua sulle nostre teste. Indimenticabile!!! Forse dimenticarono di...salutarci!!!